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Nell'iniziativa che ho intrapreso non c'è, a monte, una finalità nella destinazione degli oggetti, ne una "quantificazione" commerciale.
Gli oggetti hanno preso forma attraverso l'accostamento dei colori, il riutilizzo dei tessuti e dei materiali. Sono emersi così, effettivamente da una fantasia istintiva quasi come fosse un gioco.
Inizialmente mi sono lasciata andare senza chiedermi come e quale sarebbe stato il risultato finale effettivo, ma con la determinazione del "do-it-yourself".
Il "sentire" è la spinta iniziale nella scelta dei materiali e, come per esempio negli imbottiti, sono un diventati un vero e proprio "pallino".
Riempirei di grandi cuscini, di sedute di tutte le forme ogni casa. Dove uno può sedersi in una "nuova forma", in un oggetto, realmente differente. In modo tale da riappropriarsi del suo spazio domestico. Una seduta attiva e non più statica come avviene nel classico divano d'arredo.
Per me i sensi, e l'esigenza di sentire gli "spazi interni", sono la spinta iniziale nella scelta del materiale e mai la finalità d'uso.
L'uso della plastica l'ho pensato come estremamente visivo ed ironico, con i suoi colori lucenti. Ho girato per molti negozi, visionato le tipologie di materiali di molti fornitori per scovare quello che poi avrei usato, pensando sempre ad una destinazione d'uso diversa.

 


Ho visitato una fabbrica di stoviglie di plastica per capire la linea di produzione e vedere il processo dalla materia prima fino al prodotto finito. Penso ci siano mille possibilità in questo ambito perchè ho potuto vedere che le soluzioni praticabili sono tantissime.
Nel tessuto è il tatto che stimola l'applicazione. Toccando un tessuto penso al suo spessore, la morbidezza o la ruvidità, la trama e la compattezza. Ma anche il colore o la texture decorativa mi aiutano a visualizzare la forma e il tipo di oggetto.
In altri casi, come ad esempio nella scelta d'uso del panno - monocromo blu o grigio, anzichè policromo - l'ho usato perchè era vivo il ricordo degli oggetti dell'infanzia ed è stata per certi aspetti una rielaborazione serenamente nostalgica.

 


Vista e tatto divengono gli elementi principali. Gli stessi che sono alla base del disegno dell'oggetto, senza dimenticare però che c'è sempre una sottile ironia; quel gioco ludico che dovrebbe permettere una visione differente - una vita attiva - dell'oggetto d'arredo per interni.

 
   
 
   
 
 
D.I.Y. San Donà di Piave - Venezia

 

 

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